Il virus a progetto

 

Molta gente, dopo aver ascoltato e capito ben poco di ciò che dicono professori, medici e scienziati di questo coronavirus, sopraffatta dalla stanchezza di dover lottare contro un nemico ignoto e invisibile, si convince che questo virus sia stato progettato da qualcuno, da qualche parte, fa sue quindi teorie che sono state già avanzate e che Google gli invia sullo Smartphone (non perché Google sia caritatevole, fa parte delle strategie di questi colossi che vogliono rubarci l’anima).

Ha ragione la gente? Chissà. Non è il solo virus che esista o che sia esistito, ce ne sono stati altri prima. Ma ciò che piega le persone a pensare a una trama segreta è il tempo, il tempo che questo virus ci sta portando via, poiché, a ragione, ciò che non ha la qualità della vita vera, lo si considera tempo perso.

Questa reazione è comprensibile, siamo abituati a vedere risolti i nostri problemi in tempi relativamente brevi, ogni giorno riceviamo e-mail di quelli che promettono aiuti, trasformazioni, recupero di denaro, promessa di prestiti vantaggiosi, eccetera, non ci sembra possibile che un virus ci tenga sulla corda da circa un anno – un anno per delle cose che si potrebbero risolvere con una iniezione ci sembra troppo. Questa attesa fa scattare in noi la “furbizia”: vuoi vedere che questo virus è stato veramente progettato, come si dice in giro, per interessi che non sono difficili da capire?

La ricerca di denaro, la ricchezza ad ogni costo, la possibilità di mettersi a capo non di uno Stato, di una nazione, ma di un intero continente, se non proprio della Terra, vuoi vedere che è questa follia ciò che muove individui insospettabili a spaventare l’’umanità, a liberarsi di un bel po’ di gente, a mettere paura all’umanità intera per far sì che si sottometta?

Cosa non si pensa quando ci si stanca a inseguire la razionalità, il miglioramento giorno per giorno di una situazione drammatica. E secondo me è questo che manca, alla gente, che non è fede in Dio, ma in se stessi e nel proprio simile che fa il culo così per sperimentare tutte le vie della possibile salvezza, non oggi, non adesso, ma nel tempo che ognuno è invitato a vivere alla men peggio, senza preoccuparsi troppo della qualità della vita che stiamo vivendo.

Sarà poi giusto dire che la vita vera è la bevuta, lo sballo con gli amici, il ballo coi nemici, la corsa sfrenata ad apparire, prendere ogni giorno l’aereo prima che gli altri ci portino via l’affare del secolo, la nave no, può aspettare, il monopattino invece sì, è un delirio.

Appunto, parecchie cose sono un delirio. E per umanità non si intende matti da legare.

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Vito Ventrella

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