Vaccini a confronto con la Francia

Io compio 79 anni il mese prossimo, non sono ancora vaccinato e non mi interessa farlo prima o dopo, sto solo attento a evitare l’infezione usando la mascherina chirurgica. Però voglio riportare qui (prima che chiuda questo sito) ciò che ho letto sul Corriere della Sera di oggi a pag. 9: VACCINAZIONI, IL GIALLO DELLE 780 MILA DOSI… eccetera.

Dice il CORRIERE “…I settantenni (70-79 anni) in Italia hanno ricevuto appena il 3,7% delle dosi anche se sono il 10% della popolazione e uno su dieci fra loro, se contagiato, muore. In Italia anche i ventenni (20-29) sono il 10% della popolazione, eppure hanno ricevuto il 10% delle dosi benché fra loro muoia appena un contagiato su mille. Quanto agli ottantenni, fra i quali i decessi avvengono in due casi di contagio su dieci, a lunedì avevano avuto molto meno dosi dei trentenni (che pure muoiono in sei casi su mille).

Bisogna dunque chiedersi se qualcosa è andato storto. Perché sia i dati sia le testimonianze ospedaliere lo fanno pensare. Non è chiaro ad esempio perché il “personale socio sanitario” abbia ricevuto a ieri 2,25 milioni di dosi, quando in base ai dati ufficiali Istat l’intero personale sanitario italiano pubblico e privato (medici generici e specializzati, infermieri, odontoiatri, ostetriche, farmacisti) risulta di 725 mila persone. Per vaccinarle tutte con doppia iniezione – come sarebbe stato comprensibile – bastavano 1,4 milioni di dosi. Invece questo gruppo sociale “socio sanitario” ne ha assorbite ottocentomila in più: numero quasi uguale a quello degli anziani protetti in meno rispetto ai loro coetanei francesi”

“Dove sono finite quelle ottocentomila dosi in più? Non certo e non tutte al personale in “prima linea” come da piano strategico del ministero. Si suppone agli inscritti di un certo numero di ordini professionali collegati in qualche modo al mondo sanitario, anche a laboratori di ricerca, iscritti agli ordini ma in pensione, o almeno a parte dei 350 mila addetti amministrativi della sanità pubblica e privata.”
BASTA. La pandemia non ci ha reso più uguali, solo più pavidi.
————————————————————————-
Vito Ventrella

Leave a Comment