Aspasia fu accusata di corrompere le donne di Atene

Pericle ed Aspasia mentre ammirano la statua di Atena nello studio di Fidia
Dipinto di Hector Leroux (1682 – 1740)

” Aspasia fu accusata di corrompere le donne di Atene al fine di soddisfare le perversioni di Pericle.

Secondo Plutarco la donna fu querelata dal poeta comico Ermippo e messa sotto processo con l’accusa di “empietà e lenocinio”. (Empietà…. Mancanza di venerazione per ciò che è ritenuto sacro… scelleratezza… malvagità  / Lenocinio… sfruttamento della prostituzione… L’attività di chi favorisce, soprattutto se a scopo di lucro o interesse, amori considerati illeciti …).

L’accusa di aver praticato il lenocinio per obiettivi economici non aveva un suo fondamento e l’unica accusa poteva essere quella di aver favorito l’attività per ottenere informazioni personali sugli amanti che frequentavano le sue cortigiane… sempre ammettendo che Aspasia avesse avuto delle case  per  incontri con le sue cortigiane. Aspasia non si poteva difendere in giudizio non solo perché era una donna ma per giunta straniera ed etera. Il processo prese una piega che sicuramente era stata studiata nei minimi particolari da certi esponenti politici… chiamare Pericle in giudizio per difendere la sua amata… e anche per difendersi dalle accuse sulle sue abitudini sessuali.

Pericle si presentò in giudizio senza paura… difese Aspasia con la sua grande capacità oratoria e riuscì ad assolverla. I giudici furono convinti non solo dal suo discorso ma anche dalle sue lacrime versate anche a causa dello stress.

Era consuetudine nei processi impietosire i giudici piangendo… era un ricorso a quella che gli antichi definivano come “mozione degli affetti” riuscendo in questo modo a suscitare pietà nei giudici.

Anche in questi avvenimenti le citazioni sono contrastanti. Ermippo non avrebbe querelato Aspasia ma si sarebbe limitato ad esprimere gli avvenimenti in una sua commedia mentre Plutarco ammise di non conoscere bene i fatti. Comunque il processo contro Aspasia avrebbe messo in discussione il potere politico di Pericle e per distogliere l’opinione pubblica, sempre secondo lo storico, avrebbe dato inizio alla “Guerra del Peloponneso.”


 

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