Siamo degli Edo che non vuol dire Aedi

All’arrivo della pandemia eravamo tutti immersi nella società dell’edonismo, ne facevamo parte, vi era immerso anche chi viveva in disparte di volontà propria o perché spintovi dalle proprie vicende.

Fu l’età dei Lumi a condannare la pratica del mitico Onan


Dall’esservi immersi all’esservi sommersi il passo è breve. Da sommersi era quasi impossibile liberarsi dalla stretta dell’edonismo – una stretta che si faceva sentire anche quando non si provava alcun piacere, a meno di chiamare piacere l’essere a debita distanza da chi se lo procurava, il piacere.
L’edonismo è noto soprattutto per questo, per il piacere che uno si dà o che ricorda di essersi dato.
Darsi piacere, coltivare interessi che soddisfino il proprio gusto, sottrarlo agli altri, impedirne il consumo là dove si ritiene che non sia stato guadagnato: la società dell’edonismo sembra che ci renda più forti – là dove magari si vede soltanto che siamo ben messi.
No, la società dell’edonismo non ci rende più forti, a meno di non scambiare l’intransigenza con la forza. L’intransigenza: se sai che c’è qualcosa anche per te, un pezzettino della torta che altri si sono diviso, lo vuoi anche tu. E questa è l’intransigenza. Che arriva al punto di armare la mano.
Ma un uomo con la mano armata non è più forte di uno disarmato. E poi la forza si misura nel modo con cui una persona inerme, senza armi che non siano i suoi muscoli, la sua intelligenza, si oppone al nemico. E quando questo si è presentato sulla scena, noi non eravamo solo disarmati, eravamo privi di energia, di quella energia pura, primigenia per affrontare un nemico facoltoso.
Perché l’edonismo, con tutto ciò che si avvale di palestre, campi da gioco eccetera, ci mette anche in tensione, quella che ci spinge a cercare il piacere ad ogni costo, e questo non vuol dire rafforzarsi, bensì perdere sangue, e lo perdi, perfino nell’attesa che ti arrivi il rider a casa con una pizza ancora fumante.
E la prossima pandemia ci troverà ancora più deboli, ovvero con un sistema immunitario compromesso dai dubbi da cui ci siamo lasciati prendere al momento di affrontare il nemico evitando di impugnare l’accetta per poterci mostrare nell’abito più consono alla nostra civiltà, cioè arrendevoli sì da poter proseguire sulla strada del piacere, del gusto senza lasciarlo intendere nemmeno a se stessi.
Siamo degli Edo che non vuol dire Aedi.


Vito Ventrella

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