Acqua e sangue freddo

Ci sono momenti in cui non vuoi che il tempo passi, stai cercando qualcosa con la mente, ti avvicini a ciò che stai cercando, ed ecco un rumore, il paesaggio in cui stavi cecando cambia, perdi di vista l’oggetto del tuo interesse. Torna ma non è come prima. Adesso il tempo che ti resta è fin troppo, vorresti che passasse perché non sai cosa fare, cosa vedere, cosa pensare, cosa leggere… Becchi un tasto che è quello della tivù, la stanza si riempie di pubblicità – che non ha molti legami con quello che cercavi. Ma forse non cercavi nulla. Una cosa però ricordi di averla cercata, notizie sull’andamento del giorno, se c’è qualcuno che si è fatto male nelle tensioni che stanno animando, la penisola – no, niente, tutto tranquillo, il porto a Trieste, bene, non è successo nulla di compromettente –in tivù qualcuno, un luminare, cerca di dialogare con una no vax, cerca di farsi capire, chissà, forse – adesso il tempo passa più veloce, tra poco è ora di cena, vanno giù le tensioni anche di chi non professa nulla – è trascorso un giorno, non si direbbe, ti chiedi se hai rafforzato qualche tuo sogno – né rafforzato né indebolito, tutto procede sui soliti binari.

Perdersi nell’ombra della sera – contento di avere una casa in essa. Rammenti quante parole hai detto oggi? Sì, una decina. È stato un grande insuccesso. Ma anche i giornalisti non avevano molto da dire su questa giornata green…

Non è il caso – è una risposta a una domanda, anzi no, a un permesso rifiutato – strano, ho offerto un bicchiere d’acqua a qualcuno che è entrato in casa procurandosi un contratto di luce gas. Aveva la mascherina. Sì. Sembra che la vita stia riprendendosi…Chiamiamo vita l’attività – degli altri, la tua è consistita nel confermargliela. Ha sudato per un bicchiere…
D’acqua.


Vito Ventrella

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