Balbettare si deve


Con la filosofia tocchi il cuore delle cose ma non delle persone. Riesci a rendere vani gli sforzi che hai fatto per raggiungere la vetta, trovi le parole per dire che anche discenderne è vano. Con la filosofia forgi delle macchine. Ma sono macchine ferme che se lasciate a sé arrugginiscono. La filosofia ti ferma mentre vai di corsa incontro a una meta, trova le parole per metterti seduto ad aspettare. Non dico che non sia interessante, ma che sia bella ne dubito. Può essere più bella una storia senza capo né coda. Se ti fermi nel mezzo di una riflessione a chiederti se lui o lei ha un cuore – questo è movimento che distrae, avvia, può perfino farti sognare.
Per questa ragione il racconto di una qualsiasi cosa viene prima del filosofare. Il racconto ti ha morso la lingua. Non pensi di dover dare ascolto a chi ti dice di stare zitto. Hai alle tue spalle storie che non sono state zittite. Sai di poter andare avanti ascoltando chi ti parla in nome di una pena, di un desiderio che il figlio somigli a colui che gli somiglia nel cuore di chi lo vuole.
Il racconto è vita. La filosofia è spasso. La filosofia è buona quando diventa macchina –non da guerra. Quella roba per fare il caffè.
…La macchina per portare il cibo alla bocca, – la macchina per procurarselo, il cibo, e questo lo apprendi da chi ha procurato che ve ne sia. E non è un somaro, non lo è stato né ora né mai, eppure spesso viene imparentato con un asino.
Si cercano degli asini su altri pianeti ma non si sa di cercarli, si chiamano queste ricerche imprese, si vola laggiù o lassù dove il tempo che si attraversa dovrebbe sconfiggere l’ignoranza. Il ritorno è previsto per il proprio compleanno. Vivere nel tempo e nello spazio coi nostri corpi bisognosi di tutto e di tutti non si può.
Il nostro mondo ha preso forma non da un pensiero ma da un racconto all’altro.
Balbettare si deve.


Vito Ventrella

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