Come si dice quando…

TiTiTi: Ariclenes dá beijo apaixonado em Marta –

Non mi viene in mente il termine per definire quel rumorino – il ticchettio? – di quando si gira la manopola per accendere il gas alla cucina, il che è in relazione col fatto che spesso, per intenderci, utilizziamo delle voci onomatopeiche. E allora in questo caso diciamo, anzi lei chiede: perché dopo aver acceso resta quel tì-tì-tì- come se non si fosse ancora acceso, ed io a spiegare che, boh, c’è qualche contatto e non chiamerò certo qualche “ingegnere” per eliminarlo; l’altra volta (quando?) ho smontato le manopole della cucina e la…, la, come si chiama, la, il coperchio laterale per infilare l’occhio in questo misterioso di sotto della cucina e, boh, ho visto che c’era della polvere, ho pulito, cioè soffiato sulla polvere, c’erano dei fili, li ho toccati, mandati giù con una lieve pressione, ho rimesso il coperchio, ho risistemato le manopole, ho provato ad accendere ed il tìtìtìtìttì era scomparso.
Dall’altra volta sembra sia passata un’eternità, non sono riuscito a svitare il coperchio laterale, non ho potuto sollevarlo né guardare di sotto per eliminare un po’ di schifezze che prima o poi si raggrumano anche se non sembra che debbano finire la sotto.
Va bene, tutto questo per dire che scrivere è un vantaggio (un allenamento) perché ti impone di ricordare i termini senza dei quali non ti resta che imitare i rumori di ciò che funziona o non funziona, e non sempre ci sono le voci onomatopeiche ad aiutarci.
Quindi invece di dire stupidaggini o leggere i libretti di giornalisti (editi da giornalisti mancati) che se li pubblicizzano in tivù grazie alle loro amiche (micie) che gli fanno il piacere di chiamarli per poi essere chiamate o invitate dagli stessi a prendere un drink a Pane e Pomodoro – la spiaggia dei baresi poveri un corno…),
insomma, scrivere per non dimenticare i verbi, i vermi, scordandosi dei very important: espressione da evitare ad ogni costo come tante altre in auge.
Anche “auge” non mi è mai piaciuta, rammenta augello e ti costringe a guardare giù per sapere di te…


Vito Ventrella

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