Dei principeschi attacchi di panico

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L’uomo più stupido del mondo è colui che, senza rendersene conto, a furia di usare, parlottare, sistemare, accelerare, parcheggiare con la sua auto, la incorpora anche quando è grande dieci volte la sua persona e se la porta dietro il culo e si muove e ancheggia per la strada (con la sua macchina incorporata) come se fosse una protesi, senza rendersi conto che altri la vedano grande, tanto da occupare l’intera carreggiata e…
Dal terrazzo si notano queste strane cose con relativi mugugni (strombazzate!!!) dei veicolanti fermi dietro il culo dell’uomo-macchina, strepitanti come ossessi, incapaci di uscire dalle loro auguste auto e prendere a pugni e a calci l’omino che se ne sta agganciato allo sterzo a chiacchierare amabilmente con gente che sta fuori accanto al finestrirno…

Che spettacolo! E che peccato che non possiamo godercelo come si dovrebbe, un teatro fuori del comune, un capolavoro di idiozia che mostra come il macchinismo è andato oltre – come Facebook, – deciso a ignorare tutto dell’altro, per quanto leggi e regolamenti siano ordinati sulla sua persona.
Ma almeno a qualcosa serve questa idiozia meccanica, finalmente possiamo dirci senza ombra di dubbio che l’altro non esiste. Non resta che questo stupido io fatto di arroganza e ignoranza, bellezza e bruttezza, fede e malafede – un puzzolente io che a volte procura degli attacchi di panico come al principe Harry… oh, dei principeschi attacchi…


Vito Ventrella

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