Herrman Broch

Autore tedesco del Novecento. Qui alcune sue poesie.

“Le nostre labbra devono tornare a baciare
ciò che i concetti ci assassinano sempre e di nuovo
esperienza, essere-io, mondo sono da sempre diventati astratti
presagendo qualcosa di bello, noi possiamo solo sapere.

Sulla parete rocciosa

Sulla parete rocciosa si piega
un pino
e da margine a margine
del giardino roccioso
vede il cielo fiorito.

Lago Maggiore

Potente e clemente si rivela qui
il divino
n nessun luogo il suo sorriso è così grande
in nessun luogo così tenero.

Prato notturno in settembre

Superata dagli astri
vaga la nuvola e scivolano
lentamente i campi
nell’umidità della notte.

Temporale notturno

Riposa nella valle del mio essere
il pensiero
ripiegato nel ventre del silenzio
irredento.

Dove germogliano i fili d’erba,
al centro terreno dell’essere
là comincia la poesia:
arriva sino al confine estremo della vita
e, guarda, non è all’esterno,
è nell’anima.

Paesaggio virgiliano

Poiché il vero è rigoroso, non fidarti dell’allegria.
Impallidiscono a sera i colori del paesaggio, anche del più limpido,
ed esso mostra le prime linee
quando l’oscuro ulivo è contro il grigio del cielo
avvolto nell’immobilità.
Immobile e immoto è il rigore;
le vele dei pescherecci là fuori,
marroni e nere, triangolo attorno a triangolo,
si specchiano ancora nei flutti divenuti silenti,
nei flutti dell’anima, e
non vacilla il guscio della verità.
Ciò che è stato, che di sera si propaga
come presagio di ciò che è per sempre.
Poi la pietra diventa cristallo, l’opera giornaliera riposa nel rigore
del vero che dura.


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