I talebani e i loro cugini

Amo le tradizioni finché non impongono una fede – che sia un punto di vista va bene, si può sempre ricavarci qualcosa da quelle tradizioni che si siano costruite sui bisogni della gente. Non sono stracci inservibili. Penso che le tradizioni italiane, soprattutto quelle legate al mondo contadino, dovrebbero pesare di più.
Non amo quei capi che si sostituiscono alle religioni come è successo in Russia per molto tempo prima e dopo l’avvento del comunismo – che non ha regalato al popolo una visione, bensì una contraddizione con un capitalismo malriuscito.

Non amo le religioni che impongono una fede – oggi non sopporto le strida del teleutente che soffre e si contorce alla notizia dell’attentato dell’ISIS, inseguendo l’immagine di bambini da salvare – da salvare come? E le donne (mentre sulla tavola fumano le lasagne) da mettere in sicurezza su un aereo e portarle dove?

Siamo troppo lontani per capirci qualcosa nel guazzabuglio dell’Afghanistan. Ma se i talebani non sono riusciti a tenere l’ISIS alla larga dal loro da fare, o sono stupidi oppure non pensano di tenerli troppo alla larga. Magari desiderano che gli afgani invocano loro, i talebani, perché restino a difenderli dai quei cattivi terroristi.

Mi permetto di avere dei dubbi che non vi sia almeno un po’ di complicità tra i talebani e ISIS. Ovviamente i talebani aspirano alla complicità dell’Occidente pur restando Oriente: hanno avuto tutto il tempo di constatare come siamo teneri con la Turchia, con Erdogan che non è migliore dei talebani- e perché a lui miliardi e inchini e ad essi no?

CI PENSANO. Per eliminare i talebani bastava mettere fuori della porta Erdogan invece di educare altri alla sua DOTTRINA…
I talebani si circondano di troppi zii e cugini. Aspettano che l’America se li compri per restare quieti al loro posto e non rompere. Come il precedente Governo.


Vito Ventrella

Leave a Comment