La lingua biforcuta di freccia rossa

Un mezzo innovativo come il Frecciarossa 1000 viene annunciato con uno spot che è punto di incontro tra la web serie di Lory Del Santo, un horror movie di serie z e il libro Cuore di de Amicis

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Fa piacere vedere il popolo della rete incalzare il manager Moretti perché si decida a prendere la strada dell’estero. Se va via il risparmio sarà dieci volte di più di quanto ci si aspetta. Qualche voce che si è alzata a suo favore per dire che ha riabilitato un’azienda in coma, viaggia evidentemente sulla tratta Roma-Firenze, Milano-Roma, insomma sulle tratte più brevi. Sulle tratte lunghe Nord-Sud e viceversa, QUELLE SU CUI UNA VOLTA VIAGGIAVANO LE VALIGE DI CARTONE, sono cambiati solo i nomi dei treni, Freccia Bianca, Freccia Rossa, nomi usurpati che, di indiano, non hanno né il vento né le piume.
Solo il sogno.
Sì, questi treni sognano di valicare monti e sentieri con lo slancio di una freccia, ma proprio non ce la fanno.
Su queste LUNGHE TRATTE i treni di Moretti impiegano ancora 8, 9, 10 ore, a seconda dei cambi. Più cambi ci sono e più si paga. Cioè, invece di pagare meno per il disagio di doversi scomodare, si paga di più, con l’aggravante che con un treno in ritardo si potrebbe perdere anche la coincidenza.
Dunque, i treni a lunga percorrenza sono sempre lenti perché devono fermare tra l’altro in più stazioni. Sono lenti come quelli di prima e costano di più. Col prezzo base si arriva a 100 euro. Il prezzo è raddoppiato rispetto ai treni precedenti che non erano indiani, ma semplicemente metropolitani, nel senso che erano dei bravi muli che avevano a cuore le sorti dei passeggeri.
Certo, dei cambiamenti ci sono stati, ma questi, ahimè, sono soprattutto estetici. Le Frecce hanno il muso dei serpenti. Che non mordono lo spazio. È un vecchio vizio degli italiani quello di cambiare in meglio solo nelle apparenze. Nei fatti si resta tali e quali a come si era prima, se non peggio. Peggio? Le Frecce non sono più comode degli intercity che si prestavano alla manualità del passeggero. In essi, se ti mancava l’aria, si poteva aprire qualche finestrino. Nelle Frecce i finestrini sono blindati. Lo richiede l’alta velocità. Quando il treno corre. Non sempre.
L’erogazione del riscaldamento e dell’aria condizionata è automatica, non puoi interferire. Chi viaggia nelle Frecce sa che in alcuni momenti o si sente troppo caldo oppure troppo freddo. Nelle Frecce si è completamente esautorati. In caso di guasti tecnici, si è in balia del cretino di turno. Cretino è sempre il treno. Ci sono i treni con gli sconti, certo, se prenoti uno o due 2 mesi prima. Il viaggiatore dell’ultimo momento si deve arrangiare.
Di nuovo c’è che: si vedono vecchi genitori esibire ai controllori biglietti A4 stampati a macchina. Che bello, pensi. Anche loro… Anche loro baciati da Internet. Col cavolo. I biglietti costano lo stesso anche se presi da Internet, sono cari per chi viaggia dalla Puglia in Veneto, Lombardia, Piemonte, e poi sono i loro figli o i loro nipoti che glieli fanno. Di buono non sono i treni ma Internet e il fatto che i figli non debbano correre alla stazione a fare i biglietti per i loro vecchi. Ma Internet non l’ha inventato mica Moretti, semmai se ne è servito per spacciare i Freccia rossa come eroici guerrieri, mentre in realtà sono contenitori di bugie che viaggiano ancora su delle rotaie fisse dove… dove purtroppo incontrano di tutto, anche frane, purtroppo.
Ripeto hanno il muso affusolato dei serpenti e probabilmente, a farli parlare si capisce che hanno la lingua biforcuta.


Vito Ventrella

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