La terza dose

La terza dose di vaccino di cui si parla fa riflettere (male) quelli che avevano già dei dubbi sulle prime due dosi. I loro ragionamenti (che non sono molto ben ragionati) li portano a pensare che quello che sta avvenendo (cioè la pandemia…) sia tutto frutto della voglia satanica di arricchirsi delle case farmaceutiche. A sentire certe cose ti cadono le braccia.

Che le case farmaceutiche ci guadagnino a produrre vaccino è indubbio. Non sono d’accordo sulla dittatura sanitaria di cui almanaccano anche queste persone che non si professano apertamente no vax. A volte mi sembra di leggere nei loto occhi la paura che li assale al pensiero di essere vittime di un disegno inteso a sterminarle coi vaccini di cui si cantano le lodi. Che non è più la paura del Covid. Questa è stata rimossa con la semplice negazione del Covid… frutto di manovre e di intese – tra i capitalisti – a liberarsi di un po’ di umanità.

Farneticazioni con cui un bel po’ di gente è portata ad aggredirvi per indurvi a passare dalla parte di chi sa, ha capito – cosa?
È strano vedere questa gente confusa che afferma di essere lucida, incapace di fare i conti con la realtà, i morti, le terapie intensive, gli ospedali, quei medici che, infettati nel corso della loro opera, hanno perso la vita quando del coronavirus si sapeva molto meno di quanto se ne sa oggi scientificamente.

Molti di loro sono rimasti sopresi dalle polemiche sorte tra gli stessi medici a proposito delle linee da adottare nel pieno della pandemia – per quanto mi riguarda, dal modo in cui è stata “raccontata” la pandemia in questi anni, io non dubito che sia necessario vaccinarsi. Quanto alla terza dose, non è ancora arrivato il mio turno e se sarà necessario farla la farò. Certo è una seccatura, ma siamo di fronte a un morbo che ha fatto milioni di morti, non uno o due.


Vito Ventrella

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