Mascherine per terra

Non so qual è il percorso che fanno certe notizie che arrivano sul cellulare da Google – questo di sicuro non fa altro che riportarle dai giornali, in ogni caso ho appreso dalla professoressa Viola che la pandemia è finita, certo nel modo in cui si può dire che è finita con numeri alla mano per quanto riguarda contagi, positivi, vittime, terapie intensive ecc. Quindi finita nel senso che questi numeri odierni fanno sperare che non vi debba essere una nuova ondata, che avremo un autunno tranquillo. Me lo auguro per tutti. Sono cose che si leggono qui e là, ed è meglio aspettare che le dicano il Governo, i suoi ministri che parlano direttamente con gli scienziati.

Nel frattempo, ammettiamo che la dottoressa si sia espressa come sopra, non ha mica detto buttate via le mascherine. Anzi tra le altre cose diceva che servirebbero ancora per essere indossate negli ambienti chiusi.

Io però le trovo per la strada, buttate via, a terra sembrano delle brutte smorfie – mi rammentano il dolore, la paura, l’ansia davanti al pericolo. Perché far trapelare tutto ciò là dove tutti possono vederle, queste benedette mascherine, bianche o azzurre che siano?

Vedevo le stesse cose l’anno scorso a fine estate, e dietro di esse ricostruivo il gesto sprezzante di togliersele di dosso e affidarle al pattume – per la strada? Immagino che il disprezzo, non già per il Covid ma per le misure anticovid, venga manifestato al buio, la sera nell’ultimo giro che  ci si fa con gli amici prima di rincasare. Sarebbe perfino semplice risalire dalla mascherina per terra a chi la portava, forse abita a due metri da dove giace.

Un po’ di discrezione non guasterebbe in questo caso.


Vito Vetrella

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