Prima di togliere loro il “saluto”

La Banca Mondiale ha sospeso gli aiuti all’Afghanistan, motivando la decisione con una “profonda preoccupazione” per la situazione nel Paese. Giorni fa aveva sospeso gli aiuti anche il Fondo monetario internazionale.(Ansa)

Dunque l’Afghanistan non ci sta sulle gambe da solo? Se si lascia fare ai lavoratori, ai contadini, agli allevatori, a chi spreme il latte anche dalla roccia oltre che dalle capre, il paese ci sta e come sulle proprie gambe. Ciò che costa è il prelievo di altre culture dal mondo circostante, costa e tantissimo il mantenimento delle forze di polizia, di un esercito, delle prigioni, dei sistemi con cui uno Stato costituisce le sue riserve in fatto di cibo, armi, tecnologie vecchie e nuove visto che non si può fare finta che non ve ne siano in giro per il mondo – costa proprio il fatto di chiamarsi MONDO alla pari con altri. Ché nessuno vorrebbe essere chiamato retrogrado con le tivù e altri mezzi di diffusione in circolazione.

Se questo è vero, il giorno in cui venissero tagliati sul serio gli aiuti allo Stato dell’Afghanistan i primi a soffrirne sarebbero i suoi cittadini più poveri che non hanno un conto in banca, non hanno riserve nascoste nel sottosuolo, mentre i governanti si farebbero scudo proprio di questi per dire alle nazioni aiutateci se non volete averli sulla coscienza.
D’altronde non sarebbero i primi a ricattarci, forti del fatto che noi siamo cattolici e democratici, un lume nella notte, almeno così sembriamo con le nostre libertà (in cui l’idea di uccidere una ragazza senza velo e senza colpa appare “avvincente”.)
Quindi prima di togliere loro il “saluto”, pensiamoci.


Vito Ventrella

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