Prima io

vengo prima io

“Sto prima io…” da una signora non te lo aspetti. Le altre in attesa l’hanno guardata allibiti nella certezza che non diceva la verità, quella verità che avrebbe dovuto indurre il cliente a contrastarla, già, e come? Lui ha tentato educatamente di ignorarla, ma lei li si è piazzata davanti dandogli le spalle, il culo…

Era vestita.
Gli occhi del cliente trascurato ruotavano nelle orbite. Che fare? Cosa si può fare ad una signora impertinente? Sbarrarle la strada per la cassa? E come? Prendendola per il collo e farla arretrare?
Ehi, amico, pensaci bene. Finisce che dall’aver ragione ti buschi un sacco di fischi e lazzi e pupazzi che volano dalle rastrelliere e ti arrivano in testa duri come le patate che reggi nella busta.
Basta! Fatti da parte. Fai il bravo: prego signora, si accomodi. Sei in linea con chi ti guarda, conosce la verità e ti stima.
Bene. Hai vissuto un momento, raro, in cui la verità si fa strada da sé, senza un giudice, sono bastati vigili testimoni a tuo carico che hanno apprezzato in un uomo la calma e la ragione che ha saputo vedere in un piccolo incidente l’inizio di un incendio da sedare subito, ché ce ne sono tanti in giro che hanno figli e fiamme sparsi ovunque, troppi per attizzarne altri in questa estate che ha penalizzato le signore sui tacchi.
Grrr…


Vito Ventrella

Leave a Comment