Quando è di scena l’auto

Non c’è domestico più domestico dell’auto, in parte già elettrodomestico, può contare su proprietari affezionati – affezionati al punto che talvolta ne difendono il corpo (la carcassa) spargendo sangue. La sua forza di persuasione nel farsi ammirare e comprare come una bella prostituta è ammirevole se si pensa che è muta senza essere una disabile, anzi, l’autismo, la sua maggiore peculiarità, non richiede insegnanti di sostegno, per cui non c’è da preoccuparsi.
In molti casi è bovina, non si sposta facilmente, ma… “vile, è inutile che suona suona! Non ha capito che ho il bambino che non sta bene!” ecco, questo è il suo unico difetto, non riesce a trasmettere, nemmeno col computer, ciò che la tiene inchiodata sulla strada impedendo il libero traffico – beh, se credete che basti essere alla guida di un’auto per NON SAPERE che l‘auto non dispone di un artista che sgomberi la strada quando voi muto e sordo alle preghiere di una madre…
Di una madre…Ma a volte può essere anche un padre, un nonno, un… – ah, vorrei proprio vedere se fareste tante storie con una leonessa alla guida dell’auto della mamma del bebè che sta poco bene…
Ha ragione quella madre, siete dei vigliacchi, chissà quante volte vi siete presa la precedenza anche se non vi toccava, per non parlare delle ammaccature inferte a delle povere macchinine in sosta, più indifese di un bebè…
Ah, adesso non suonate più… vi state rammentando di quando avete invitato l’auto della vostra amica a seguirvi in salotto… non vi è riuscito il colpo perché prima di farla salire in casa la vostra signora si è informata se aveva la mascherina… borbottando una cosa che non avete udito, sta scema di guerra.


Vito Ventrella

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