Quando si perde la calma, la dolcezza

Da Ercolano, dove due ragazzi in auto sono stati freddati da alcuni colpi di pistola, abbiamo notizia di due ragazzi morti e di un assassino. Che nessuno vorrebbe incontrare sulla sua strada e quindi è meglio che stia dove non può nuocere a nessuno, neanche a sua moglie che in questa vicenda è persona offesa dal suo comportamento.

Veramente le persone offese sarebbero tante. Lo si dica giusto per non lasciare sola quella poveretta. Noi siamo offesi e preoccupati che un assassino del genere possa essersi moltiplicato senza che ce ne siamo accorti – già che non sentivamo il bisogno di inseguire il riprodursi di un simile frutto che non rientra nella nostra dieta e spesa giornaliera.
Siamo preoccupati in quanto costretti a chiederci qualcosa di questi assassini che sono tra noi – se non sono addirittura IN NOI.
Quel NOI che diventa assassino fa paura. Ma è evidente che c’è una tale voglia di sparare: non a chi. Ma a cosa. E siccome la cosa non cade, non stramazza a terra, si punta l’arma nel buio e se si vede il “sorcio” muoversi, via, un colpo è partito prima che lo si volesse sul serio.

Cioè il colpo parte perché era nelle intenzioni, e queste non si possono confidare, se non a chi crede fermamente che ormai bisogna sparare, far fuori, uscire fuori di sé, prendere dimestichezza con quell’altro che assorbe, assorbe e alla fine tira un pugno contro la gabbia che lo trattiene e via, è fuori…
Delinquente non si nasce, lo si diventa quando si perde la calma, la dolcezza.


Vito Ventrella

Leave a Comment