TU. Io NO.

Con l’avvento dei social il mondo non si è allargato, anzi è tutto lì. Non dico che hai problemi di respirazione ma quasi. Un clic per entrare, un clic per uscire hanno ridotto la distanza di migliaia di chilometri. Il dire dell’uno lo cogli sulla spalla dell’altro. Vai avanti e te lo trovi tra i piedi di una tizia, poi di una persona perbene, anche per male, quando accenni a volertene uscire c’è uno che ti ferma sul gradino. Lo guardi di sfuggita. Ma se guardi così non vedi nulla, le lettere sono troppo piccole.
Per dire. Non fanno sognare. I social. Non fanno nemmeno ridere. Scorrendoli si può morire di noia. Tanti dicono le stesse cose. Li puoi incollare, soprattutto su twitter. Trovi i giornali anche lì. I suggerimenti per te. Non capisci quali siano. Hai bisogno che qualcuno ti suggerisca cosa fare? Cosa essere?
Cosa leggere, forse. Ce ne sono fin troppi. Fanno venire la voglia di non acquistare più i giornali, i libri, probabilmente molti di quelli che sono lì hanno già messo in atto questa strategia che poi risulta perdente, se ne accorgono quando, tolto twitter, non gli resta più nulla.
Più nulla.
(Cosa essere. Se non sei stato tu o qualcosa fino ad oggi, cosa speri di essere aggrappandoti ai social…)
TU. Io NO.


VV

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